Olimpiadi in carcere, al via la seconda fase

Il progetto “Olimpiadi in Carcere” torna nella Casa Circondariale di Belluno aprendosi alla seconda fase con un’importante donazione e un percorso formativo dedicato alla prevenzione, alla corretta alimentazione e all’attività motoria negli spazi di detenzione.
L’iniziativa ideata dalla giornalista Giovanna Pastega è promossa dall’Associazione Seconda Chance Aps, in collaborazione con il Comune di Belluno, Confindustria Belluno-Dolomiti, l’Ulss1 Dolomiti e il nostro comitato Csi.
Nell’anno delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 il progetto nella sua prima fase ha voluto portare nel carcere di Belluno e poi anche in altri istituti penitenziari del Veneto (Treviso, Padova, Vicenza) un frammento di storia olimpica e paralimpica attraverso la testimonianza diretta di due grandi campioni, Daniele Scarpa (oro olimpico di canoa) e Sandra Truccolo (due volte oro paralimpico di tiro con l’arco). I due atleti dal febbraio scorso sono stati protagonisti negli istituti di pena di una serie di incontri con i detenuti e con il personale di Polizia Penitenziaria. Un modo per parlare dei valori delle Olimpiadi, per raccontare le storie umane e sportive di due campioni veneti che hanno conquistato la medaglia d’oro, ma soprattutto per aprire un dialogo con i detenuti sui temi forti che hanno attraversato la vita dei due atleti: la lotta contro il doping, la disabilità, i pregiudizi, la forza di volontà, la voglia di ricominciare nonostante tutto.
Dopo l’incontro del 13 febbraio scorso con gli atleti, mercoledì scorso, 9 settembre, ha preso avvio alla Casa Circondariale di Belluno, la seconda fase del progetto, con la donazione alla Casa Circondariale di Belluno di due simulatori di voga “Concept2 Rowerg – IndorRowing” utilizzati dai campioni del canottaggio in tutte le gare Hyrox e CrossFit – uno dedicato alla popolazione detenuta e uno per la palestra degli agenti di Polizia Penitenziaria – e l’avvio di workshop formativi.
Grazie alla donazione dei due simulatori di voga, resa possibile grazie al Comune di Belluno e a Confindustria Belluno Dolomiti, verrà attivato (ottobre–dicembre 2026) un percorso formativo, condotto da tecnici del Csi, per la pratica di allenamento con i simulatori e da professionisti dell’Ulss 1 Dolomiti per i focus sulla prevenzione sanitaria, l’alimentazione sana ed equilibrata, il benessere psicofisico, il movimento e l’attività fisica negli spazi di reclusione.
Speciali corsi per l’uso dell’attrezzatura donata e per il benessere psicofisico e la prevenzione saranno organizzati appositamente anche per il personale di Polizia Penitenziaria.
Obiettivi dell’iniziativa:

promuovere i valori olimpici di impegno, rispetto, inclusione e solidarietà

favorire il benessere psicofisico dei detenuti attraverso sport, formazione e prevenzione

rafforzare le opportunità riabilitative e di reinserimento sociale

«Da diversi anni il Comitato di Belluno lavora all’interno della casa circondariale di Baldenich con un progetto che si chiama Carcere Sport Insieme, un progetto che si inserisce nella storia e nell’essenza del Csi, realtà che dal 1944 propone una pratica sportiva che va incontro all’uomo, a ogni uomo, una pratica sportiva che intende l’agonismo come strumento di crescita» sottolinea Dario Dal Magro, responsabile dei progetti di solidarietà di Csi Belluno. «Il progetto “Olimpiadi in carcere” è un’opportunità che abbiamo colto volentieri, nella convinzione che per fare davvero solidarietà, per creare delle occasioni di incontro che siano strumenti concreti di relazione, crescita e riscatto, anche nei contesti più difficili».

Articoli simili